Quando si affitta una casa, l’assicurazione è una delle cose che si fanno di fretta o che si rimandano. Spesso entra davvero in gioco solo quando succede qualcosa: un danno, un furto, un allagamento, una richiesta di risarcimento. Ed è in quel momento che ci si accorge di cosa copre la polizza — e soprattutto di cosa non copre.
Nella maggior parte dei casi l’assicurazione per affittuari è obbligatoria, ma anche quando non lo è resta uno strumento di tutela spesso sottovalutato. Uno degli errori più comuni è quello di “risparmiare” su una buona polizza assicurativa. Bisogna infatti controllare l’affidabilità della compagnia assicurativa. Esistono società attive da decenni, con una solidità finanziaria verificabile, e altre molto più recenti, nate con l’obiettivo di offrire premi bassi ma con coperture limitate. Prima di firmare conviene controllare le valutazioni indipendenti sulla stabilità dell’assicurazione e sulla sua capacità di far fronte ai risarcimenti.
Le polizze per affittuari coprono di solito i beni personali presenti in casa: vestiti, mobili, elettrodomestici, computer, telefoni. Ci sono però dei limiti precisi per alcuni oggetti di valore, come gioielli, pellicce o argenteria. In questi casi la copertura standard non basta e serve una polizza aggiuntiva dedicata, pensata per assicurare beni specifici.
Un altro elemento spesso ignorato è la franchigia, o deductible. Molte polizze partono da una franchigia intorno ai 250 dollari, ma accettando soglie più alte – 500 o 1.000 dollari – il premio annuale può ridursi sensibilmente. È un compromesso: si paga meno ogni anno, ma si anticipa una quota maggiore in caso di danno.
La renter insurance copre anche situazioni meno intuitive. Può intervenire, per esempio, se dei vestiti vengono danneggiati dopo un incendio nella tintoria, se una bicicletta sparisce dal seminterrato condominiale, se un ospite si infortuna in casa o se un allagamento – causato da una distrazione o da un problema nell’appartamento vicino – provoca danni anche ad altri inquilini. In alcuni casi la polizza copre persino le spese per un alloggio temporaneo, se l’appartamento diventa inagibile. E c’è anche il classico power surge che colpisce il palazzo e frigge il nuovo cellulare.
C’è però un punto critico che spesso emerge solo leggendo le clausole: molte polizze non coprono i danni causati da persone a cui si subaffitta l’appartamento, anche per periodi brevi. Chi pensa di lasciare casa a conoscenti o amici durante le vacanze dovrebbe verificarlo con attenzione, perché non è affatto scontato.
L’assicurazione per chi vive in affitto non serve a evitare i problemi, ma a limitarne le conseguenze. Ed è una differenza che di solito diventa chiara solo quando qualcosa va storto.
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