A distanza di oltre un secolo dagli esordi del cinema italiano, la figura di Elvira Notari resta una delle più importanti e meno conosciute della storia audiovisiva nazionale. Nata a Salerno nel 1875 e attiva soprattutto a Napoli, Notari è considerata la prima regista donna italiana e una pioniera del cinema muto europeo. Della sua produzione – circa 60 lungometraggi realizzati tra gli anni Dieci e Venti – oggi sopravvivono poco più di 160 minuti di immagini, tra tre film completi, due documentari brevi e alcuni frammenti.
Questa lacuna materiale non è solo il risultato della fragilità del supporto cinematografico dell’epoca, ma anche di una rimozione culturale più ampia. I film di Notari, incentrati su storie popolari ambientate nei vicoli di Napoli e su protagoniste femminili autonome e spesso controcorrente, furono progressivamente marginalizzati, nascosti o distrutti durante il regime fascista, che promuoveva un’immagine più uniforme, controllata e machista del Paese. A questa esclusione si è aggiunto, nei decenni successivi, un ritardo della storiografia ufficiale nel riconoscerne il contributo.
Il documentario Elvira Notari: Beyond Silence, diretto da Valerio Ciriaci, fa parte di un vero e proprio lavoro di recupero dell’eredità della regista. Presentato all’82ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venice Classics e candidato ai Nastri d’Argento, il film ricostruisce il percorso artistico della regista attraverso materiali d’archivio, testimonianze critiche e una riflessione sul tema della memoria culturale. Il film è una co-produzione tra Stati Uniti e Italia che coinvolge, tra gli altri, Luce Cinecittà, custode di una parte significativa del patrimonio audiovisivo nazionale.
Il film avrà la sua prima statunitense il 6 aprile 2026 al Film Forum, sala indipendente di riferimento per il cinema d’autore a New York, seguita da un incontro con il regista, la produttrice Antonella Di Nocera e la storica del cinema Giuliana Bruno. Una seconda proiezione è prevista l’8 aprile alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, centro dedicato alla promozione della cultura italiana negli Stati Uniti. Altri incontri sono previsti nel resto degli Stati Uniti:
8 aprile 2026 — Cleveland, Ohio (Case Western Reserve University, Italian Film Festival USA)
8 aprile 2026 — Rochester, New York (Rochester Institute of Technology)
9 aprile 2026 — Rochester, New York (George Eastman Museum)
10 aprile 2026 — Pittsburgh, Pennsylvania (University of Pittsburgh, Italian Film Festival USA)
12 aprile 2026 — Los Angeles, California (UCLA)
12 aprile 2026 — Indianapolis, Indiana (Indiana University, Italian Film Festival USA)
15 aprile 2026 — San Diego, California (Digital Gym Cinema, San Diego Italian Film Festival)
16 aprile 2026 — Los Angeles, California (USC)
17 aprile 2026 — Orange, California (Chapman University)
18 aprile 2026 — St. Louis, Missouri (Washington University, Italian Film Festival USA)
19 aprile 2026 — Detroit, Michigan (Detroit Film Theatre, Italian Film Festival USA)
25 aprile 2026 — Rhinebeck, New York (Upstate Cinemas, New Italian Cinema Showcase)
Accanto al documentario, il Film Forum ospiterà anche una proiezione speciale di È Piccerella (1922), uno dei tre lungometraggi sopravvissuti di Notari, con accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte. Il film è un esempio rappresentativo del suo stile: narrazione radicata nella cultura popolare napoletana, uso di attori non professionisti e attenzione ai dettagli della vita quotidiana. Elementi che, secondo parte della critica, anticipano alcune caratteristiche del neorealismo italiano sviluppatosi dopo la Seconda guerra mondiale.
Il percorso americano del documentario proseguirà poi in diverse città – da Los Angeles a Detroit, passando per università e festival come l’Italian Film Festival USA – confermando l’interesse internazionale per una figura che ebbe già, in forma indiretta, un legame con gli Stati Uniti. I film della Dora Film, la casa di produzione fondata da Notari con il marito Nicola, venivano infatti distribuiti nelle Little Italies americane negli anni Venti, intercettando il pubblico degli emigrati italiani. E questo spiega anche perché, oggi, il recupero della sua opera passi anche da New York, città che la regista non visitò mai ma che rappresentò uno dei principali mercati per il suo cinema.
Il caso Notari non riguarda solo la riscoperta di un’autrice dimenticata, ma apre dei quesiti su come si costruisce la memoria culturale e su quali criteri determinano cosa viene conservato e cosa viene escluso. In Italia, negli ultimi anni, il suo nome è tornato al centro di studi accademici, restauri e programmazioni festivaliere, ma resta ancora poco presente nella divulgazione. La distribuzione internazionale del documentario potrebbe contribuire a colmare questo divario, riportando al centro una figura che ha inciso in modo significativo sulla nascita del cinema italiano.
L’articolo A New York una proiezione per riscoprire Elvira Notari, pioniera del cinema italiano proviene da IlNewyorkese.





