Incontriamo GENESI, il dj e producer italiano guest al festival di Coachella in attesa del secondo ed ultimo week end di quest’anno.
È la tua prima volta al Coachella: cosa rappresenta questo momento per te, a livello personale e artistico?
È una vera tappa importante. Un momento in cui capisci che fino ad ora hai lavorato nella direzione giusta. Allo stesso tempo, ti dà quella spinta in più per continuare e fare meglio, senza limitarti a ripetere ciò che hai già fatto.
Quando salirai su questo palco, cosa vuoi che il pubblico provi nei primi 30 secondi?
Soprattutto voglio che le persone sentano subito l’energia e si godano quella sensazione!
Il tuo sound mescola diversi generi: lo vivi come una libertà o come una sfida nell’industria musicale di oggi?
Lo vedo come una libertà. Mi dà spazio per muovermi tra suoni diversi senza sentirmi bloccato in una sola direzione.
Come descriveresti la tua evoluzione dagli inizi a oggi in una frase?
Il mio sound è sicuramente maturato, ma resta sempre radicato nel mio stile.
C’è un messaggio che vuoi trasmettere con questa performance?
L’unica cosa che voglio davvero è che le persone si divertano, vivano il momento e capiscano cosa rappresenta GENESI!
I tuoi show sono molto fisici ed espressivi: quanto conta il corpo nel tuo storytelling?
È importante, ma penso che la musica debba sempre venire prima. Il corpo è più una riflessione di ciò che tu e il pubblico state ascoltando, non il contrario.
Cosa ti ispira di più in questo momento: il caos del mondo o il tuo mondo interiore?
Onestamente, molta della mia ispirazione viene dalla lettura durante i tour. I libri mi aiutano a staccare e a entrare in una dimensione mentale diversa.
Come bilanci sperimentazione e accessibilità per un pubblico più ampio?
Gran parte della sperimentazione avviene in studio, ma poi testo tutto nei miei DJ set. Se vedo che qualcosa funziona davvero, allora lo porto avanti e lo condivido di più.
C’è stato un momento nella tua carriera in cui hai pensato: “sta succedendo davvero”?
Suonare al Coachella è sicuramente uno di quei momenti. Non pensavo saremmo arrivati qui solo un anno dopo il mio primo tour completo negli Stati Uniti!
Che ruolo ha l’identità nella tua musica oggi?
È la parte più importante del mio lavoro. Cerco di evolvere il mio sound senza mai perdere la mia identità.
Se dovessi definire questa fase della tua carriera con una parola?
Evoluzione.
Cosa ti ha sorpreso di più di un festival come Coachella?
La cosa che mi ha sorpreso di più è incontrare continuamente persone nuove e vedere che tutti sono sulla stessa vibrazione positiva. Si percepisce davvero che è un momento speciale per tutti, circondato da tantissima ispirazione.
Approcci il pubblico di un festival in modo diverso rispetto ai tuoi show da headliner?
Nei miei show ho più tempo per esplorare e portare il pubblico in un viaggio più lungo. Nei festival come questo, invece, tutto è più concentrato: hai un’ora per creare un set intenso e memorabile, mescolando musica nuova e tracce più conosciute.
Qual è una cosa che i fan non capiscono fino in fondo del tuo processo creativo?
Il processo può essere molto imprevedibile. A volte le idee arrivano velocemente, ispirate da qualcosa che sto vivendo in quel momento, altre volte serve molto più tempo per trovare davvero la direzione giusta.
Dopo Coachella, verso quale direzione ti muoverai?
Continuerò a evolvere il mio sound, restando sempre fedele alla mia identità. Siamo solo all’inizio!
L’articolo Intervista a GENESI, dj italiano in lineup al Coachella proviene da IlNewyorkese.





