La riqualificazione della Penn Station di New York sarà affidata anche a un gruppo italiano. Astm, società torinese attiva nelle infrastrutture e nelle concessioni autostradali, è stata scelta attraverso la sua controllata americana Halmar Infrastructure Development per partecipare alla trasformazione della stazione ferroviaria più trafficata degli Stati Uniti. Il progetto sarà portato avanti da Penn Transformation Partners, consorzio formato da Halmar e dalla svedese Skanska, selezionato da Amtrak e dal Dipartimento dei Trasporti americano come master developer dell’intervento.
Penn Station è uno dei luoghi più complicati di Manhattan. Si trova sotto Madison Square Garden, serve Amtrak, Long Island Rail Road e NJ Transit, e ogni giorno viene attraversata da oltre 600 mila persone. Per molti newyorkesi è anche il simbolo di una vecchia scelta urbanistica molto discussa: la stazione originaria, inaugurata nel 1910 e considerata una delle grandi architetture pubbliche americane del Novecento, fu demolita negli anni Sessanta per lasciare spazio all’attuale Madison Square Garden. Da allora, chi usa Penn Station si muove soprattutto in corridoi sotterranei bassi, affollati e dove spesso è difficile orientarsi.
Il nuovo progetto prova a intervenire proprio su questi problemi. Le immagini diffuse da Amtrak mostrano una grande entrata su Eighth Avenue, una hall più ampia, nuovi spazi commerciali, percorsi più chiari per i passeggeri e una facciata con riferimenti all’architettura neoclassica della vecchia stazione. Madison Square Garden resterà dov’è, ma il piano prevede di modificare il suo rapporto con la stazione sottostante e di demolire il teatro collegato all’arena per fare spazio al nuovo ingresso. I lavori dovrebbero partire entro la fine del 2027 e procedere per fasi, perché la stazione dovrà continuare a funzionare durante il cantiere.
La parte più delicata riguarda ma il modo in cui questi interventi verranno eseguiti senza bloccare uno dei nodi ferroviari più usati del Nord America. Penn Station non è una stazione isolata: è il punto in cui arrivano pendolari da Long Island e dal New Jersey, passeggeri di lunga percorrenza di Amtrak e persone dirette a eventi sportivi e concerti al Madison Square Garden. Anche un restringimento temporaneo dei passaggi o una modifica agli accessi può produrre effetti sulla circolazione a Midtown, una delle zone più dense di New York.
In tutto ciò, nel 2025 il governo federale ha assunto il controllo del progetto, togliendolo di fatto alla gestione che coinvolgeva lo Stato di New York e la Metropolitan Transportation Authority. L’amministrazione americana ha poi stanziato fondi per accelerare progettazione, permessi e lavori preliminari. Alcuni amministratori locali e gruppi di utenti hanno chiesto più trasparenza su costi, governance e impatto sul trasporto pubblico. Il costo finale non è ancora definito in modo univoco: le stime circolate negli Stati Uniti parlano di circa 7-8 miliardi di dollari.
Per Astm è un passaggio importante, perché porta il gruppo dentro uno dei cantieri più importanti degli Stati Uniti. Halmar, la sua controllata americana, è già attiva su opere infrastrutturali nell’area di New York, compresa l’estensione della Second Avenue Subway verso East Harlem. Penn Station però è un progetto diverso per scala e importanza: non riguarda soltanto binari, accessi e flussi di passeggeri, ma un luogo che da decenni New York considera necessario e insieme irrisolto.
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